Alta Via n.2 della Valle d’Aosta – Courmayeur-Rhemes Notre Dame

novembre 19, 2011 by  
Nella categoria escursioni, montagna, racconti

25/29 LUGLIO 2011 di Paolo Penzo

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Dopo il favoloso Trekking del Tour des Combins effettuato nello scorso anno nella relazione conclusiva veniva fatto cenno alle Alte Vie 1 e 2 della Valle d’Aosta che costituiscono anche l’ossatura del Tor des Gèants la più straordinaria ultratrail del mondo lungo l’intera Valle d’Aosta per 330 km con 24000 metri di dislivello positivo.

Il vero problema che si presentava per il 2011 era costituito dalla difficile scelta: Alta Via n. 1 o Alta via n. 2 ? Alla fine la scelta è sull’Alta Via n. 2 denominata Alta Via Naturalistica che è un itinerario escursionistico di eccezionale interesse che attraversa zone selvagge dai paesaggi suggestivi dove vivono numerosi esemplari di flora e fauna alpina, anche delle specie più rare, e zone abitate nelle quali è possibile scoprire le origini antiche delle tradizioni e dell’artigianato valdostano. E’ tracciata lungo la destra orografica della Dora Baltea e in 14 tappe partendo da Courmayeur porta a Donnas. La nostra scelta definitiva è stata quella di raggruppare in 4 tappe le 6 previste con percorso da Courmayeur a Rhemes Notre Dame percorrendo le Valli Veny, La Thuile, Valgrisenche e Rhemes con pernottamento la prima e ultima giornata al Rifugio Reviglio a Cormayeur di proprietà della Sezione di Torino della Giovane Montagna e da noi frequentato anche negli anni passati, al Rifugio Elisabetta Soldini in Val Veny, al Rifugio Deffeyes nella Valle di La Thuile e all’albergo Paramont a Planaval in Valgrisenche.

Il 25 luglio alle ore 7,30 a Mestre si ritrova al completo il collaudato gruppo costituito da Paolo, Francesco, Monica, Stefano, Mario e Vito. La parte automobilistica del viaggio si svolge in modo ottimale; il tempo è bello e fa caldo. Raggiungiamo Nus per l’ora di pranzo ma il nostro Agriturismo preferito, purtroppo,  è chiuso per turno di riposo settimanale. Ci spostiamo nella vicina Aosta e in pieno centro scegliamo il nostro ristorante. Buona mangiata, poi breve giro per il centro città compresi alcuni storici monumenti dell’epoca romana e non manca neppure la visita alla Mostra dell’artigianato valdostano. Riprendiamo il viaggio ed in breve siamo a Villeneuve nei pressi della Valle di Rhemes ove a Rhemes Notre Dame a 1725 mt finirà il nostro Tour. Il problema più difficile della giornata è quello di sistemare tutti gli zaini e le attrezzature nella macchina di Vito che è la più spaziosa e ci consente di affrontare tutti assieme il breve viaggio fino a Courmayeur. Accoglienza come sempre calorosa al Rifugio Reviglio e dopo una breve sosta riprendiamo il nostro viaggio verso Dolonne per individuare il punto di partenza per il giorno dopo. Scelta intelligente perché, con l’occasione, abbiamo potuto visitare ed ammirare la più caratteristica frazione di Courmayeur conservata nel più genuino stile architettonico valdostano. Una meraviglia l’antica chiesa, la storica fontana, le abitazioni tutte ben curate e con i davanzali pieni di fiori dagli assortimenti stupendi. Per ultimo ammiriamo  proprio sotto il Mont Chétif un vasto recinto con 6 renne. Incredibile ma vero! Dobbiamo rientrare velocemente al Reviglio per la cena che come di consueto è ottima. La compagnia poi è di una grande simpatia e assieme ad essa aspettiamo di osservare i 4 tassi che ogni sera verso le 22.00 appaiono a ridosso del Rifugio per mangiare da una grande ciotola appositamente preparata. Ammirato l’avvenimento, non ci resta che recarci nelle nostre camerette per la meritata dormita.

La mattina del 26 luglio la colazione è alle 7,30 e la partenza avviene alle ore 8,00 con un tempo abbastanza buono anche se la parte più alta delle Grandes Jorasses e del Monte Bianco è nascosta da una intensa nuvolaglia. Con l’arrivederci alla serata di venerdì 28 partiamo dal Reviglio verso Dolonne dove parcheggiamo l’automobile. Attraversato l’abitato prendiamo verso destra il sentiero che sale nel bosco, a tratti molto ripido fino al posto sosta Le Randonneur e poi verso il Rifugio Maison Vieille punto centrale del grandioso comprensorio sciistico del Chécrouit. Gli impianti sono numerosissimi e conducono in tutte le direzioni compreso il versante opposto della Val Veny. Trattasi di un complesso faraonico che ha asservito la montagna alle esigenze di sempre più vasti caroselli sciistici!

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Preferiamo rivolgere , però, la nostra attenzione alla meravigliosa flora delle grandiose praterie circostanti verso le quali il nostro sentiero riprende a salire. Il Monte Bianco sulla destra continua ad essere nascosto nella parte più alta da nuvoloni grigi mentre le innumerevoli lingue glaciali che scendono verso la Val Veny appaiono vicinissime in tutta la loro grandiosità. Arriviamo a 2 piccoli laghetti alpini mentre numerose marmotte si rincorrono festanti; breve sosta e poi continuiamo ad attraversare i  pascoli fino a raggiungere una costa pietrosa dalla quale si inizia a scendere toccando i due alpeggi Arp Vieille Superiore e Arp Vieille Inferiore. Di fronte c’è la lingua glaciale del Miage con le enormi morene e dalla nostra aerea posizione riusciamo a distinguere, tra la vegetazione cresciuta nelle stesse morene, il Lac du Jardin du Miage. Infine ci immettiamo sulla strada sterrata del fondovalle che ci consente di attraversare la piana del Lac de Combal. Sullo sfondo appare il Rifugio Elisabetta che raggiungiamo dopo l’ennesimo tratto in salita. Il tempo non è dei migliori, fa freddo e tutt’intorno una nuvolaglia nera non incute gran fiducia. Il Rifugio , come al solito,  è affollatissimo ed in particolare si fa notare un gruppone di una ventina di giapponesi accompagnati da ben tre guide; ci salviamo dal disastro solo perché abbiamo in precedenza prenotato. La sistemazione avviene nel camerone in alto tra escursionisti e alpinisti di varie nazionalità. La cena avviene in due turni e ben presto ci corichiamo non prima di aver ammirato, durante una breve schiarita, l’Aiguille de Trélatete e l’Aiguille Noire de Peuterey ed i giochi di un gruppo di stambecchi che, come di consuetudine, al tramonto si fanno osservare nei pressi del Rifugio.

Il mattino del 27 nebbia e nuvole circondano il Rifugio e come da previsione meteo la giornata si presenta non delle migliori. Si parte, comunque presto, perché il percorso è molto lungo prevedendo, tra l’altro, alla fine della giornata una salita di oltre 800 metri per raggiungere il Rifugio Deffeyes. web_img2 Scendiamo fino ad alcune vecchie costruzioni in pietra per prendere il sentiero che ci consente di percorrere la piana fino all’inizio della deviazione per il Colle de la Seigne. A questo punto giriamo a sinistra, attraversiamo nella nebbia il restante tratto della piana fino al torrente, lo attraversiamo e ci troviamo giusto all’inizio della salita per il Col des Chavannes-2592 mt- che raggiungiamo tra le nubi e pioggia mista a nevischio dopo aver superato pendii erbosi e pietrosi. Il tempo non migliora e purtroppo ci impedisce di ammirare le montagne che affiancano la interminabile vallata che in discesa su pista sterrata passa per gli alpeggi di Chavanne Superiore e Chavanne Inferiore per poi proseguire più dolcemente verso l’Alpe di Berrio Blanc Inferiore. Sulla destra riusciamo a vedere i resti di grandiose valanghe precipitate dal Pointe du Fornet, dal Mont Ouille e dal Mont Chavannette. Attraversiamo, sempre tra le nubi e sotto una pioggia leggera ma insistente, un grandioso vallone che raggiunge gli alpeggi di Porassey, Monquet e la frazione di Orgères, dalla quale la strada diviene asfaltata fino alla località di Pont Serrand da dove poi raggiungiamo La Thuile. Decidiamo di proseguire subito per La Joux dove inizia la lunga e faticosa salita al Rifugio Deffeyes. La Thuile, che attraversiamo, è una nota stazione sciistica con impianti moderni, alberghi e residence che non la rendono particolarmente ammirabile, infatti, va ad assomigliare parzialmente alla famosa ma non certo bella Cervinia. Ci fermiamo a consumare un veloce pasto sotto un grande abete rosso per proteggerci dalla pioggia e ripartiamo  poco dopo con a fianco il torrente Ruitor e per sentiero raggiungiamo La Joux. Da qui il tracciato passando per prati attraversa di nuovo il torrente e si immette in un bellissimo bosco dove passa a lato di tre affascinanti cascate e sale deciso fino al Lac du Glacier. Superiamo l’alpeggio e per ripidi gradoni, sempre tra le nubi e con pioggia intermittente, raggiungiamo verso le 19.00 il Rifugio Deffeyes a 2500 mt. E’ stata una giornataccia faticosa resa più impegnativa dalle avverse condizioni meteorologiche. Il gestore, molto gentile, ci informa che siamo l’unico gruppo arrivato al Rifugio perché tutti gli altri che avevano già prenotato hanno rinunciato per le cattive condizioni del tempo. Ciò ci favorisce nella sistemazione e nella cena che risulta particolarmente abbondante e varia.  Il gestore ci informa, inoltre, che per il giorno dopo è previsto un netto miglioramento del tempo ed è con questo auspicio che ci corichiamo ben presto anche perché uscire dal Rifugio è quasi impossibile per il freddo, il vento e la violenta pioggia.

La mattina del 27 luglio la sveglia è alle 06.00 in quanto dobbiamo affrontare una delle tappe più lunghe e impegnative con la salita del Passo Alto a 2860 mt e del Col de la Crosatie a 2838 mt. La giornata è splendida, sole alto nel cielo e visibilità ampia. Dopo una veloce colazione ci dedichiamo a fotografare le meraviglie del posto con al centro la Testa del Ruitor – 3486 mt-  ed il suo grandioso ghiacciaio, il Grand Assaly, la Becca Bianca, la Becca Nera e la chiesetta di Santa Margherita eretta tra il 1606 e 1607 per proteggere la valle dalle inondazioni provocate dai laghi effimeri del ghiacciaio. Dopo i saluti  al gestore e agli addetti al Rifugio ci avviamo attraversando una zona umida di grande valore naturalistico con una flora ricca e incredibile che ci obbliga a continue soste per immortalare immagini di farfalle e fiori bellissimi. Saliamo nella splendida Comba des Usselettes tra pendici erbose e pietraie fino a raggiungere il caratteristico ometto a piramide eretto ai 2860 mt del Passo Alto ( Haut Pas ). Breve sosta per fotografare l’ampio panorama e veloce discesa attraverso una gigantesca pietraia nel primo tratto e poi per un buon sentiero tra i pascoli fino a raggiungere il Bivacco Promoud a 2022 mt sulle pendici del Mont Paramont. Si tratta di un alpeggio ristrutturato e molto confortevole trasformato in bivacco attrezzato per trekker e alpinisti però non custodito. Consumiamo velocemente il pasto pronti ad attraversare luoghi ameni ma remoti tra i più nascosti e incantevoli della Valle d’Aosta. Attraversiamo il torrente su un ponticello in legno e risaliamo la dorsale verso il Col de la Crosatie. Gli ultimi 200 metri di dislivello sono alquanto originali poiché il sentiero percorre un affascinante crinale caratterizzato da una lunga scalinata in pietra. Il raggiungimento del Colle a 2838 mt avviene senza complicazioni con tempo ottimo ed il panorama circostante dominato dal Mont Paramont e dai suoi ghiacciai è oltremodo affascinante. Facciamo una breve sosta e poi iniziamo a scendere fino a raggiungere le prime balze erbose dove si percorre una lunga diagonale in mezzacosta verso destra, dopodiché il sentiero si sviluppa decisamente in discesa per poi addolcirsi nei pressi del Lac du Fond. web_img4
Costeggiamo per un breve tratto il lago nelle cui vicinanze c’è una flora di straordinaria bellezza che attira magneticamente la nostra attenzione e di conseguenza mette in azione le macchine fotografiche. Attraversiamo il ruscello in uscita dal lago e proseguiamo fino ai resti dell’alpeggio Barocques du Fond. Da qui il sentiero percorre un bel pianoro alla fine del quale attraversa il torrente e scende lungo un costone, che, riattraversando il corso d’acqua porta ad un altro piano. Il tracciato continua a scendere tra i pascoli fino ad incontrare i ruderi dell’alpeggio Benevy dopo il quale si immerge in un rado bosco per poi giungere poco a monte di un tornante della stradina asfaltata che porta a Planaval che finalmente appare alla nostra stanca vista. Occorrono, però, altri 15 minuti per raggiungere a 1554 mt questo piccolo e caratteristico borgo che mantiene rigidamente il tipico aspetto valdostano non contagiato dalla modernità. Eccoci arrivati all’albergo Paramont opportunamente già prenotato; sono le 19.00 e qualche minuto! Stanchi ma soddisfatti ci sistemiamo nelle camere assegnateci ed in poco tempo siamo ancora giù nella sala da pranzo dove alle 19,30 ci vengono servite ottime pietanze che non possiamo non gustare dopo un percorso di poco più di 10 ore con un dislivello positivo di circa 1300 mt e negativo di oltre 2200. Sembra inutile precisare che finita la cena raggiungiamo velocemente le nostre camere per il salutare e meritato riposo.
La mattina del 28 sveglia alle 6.00 poiché l’ultima tappa si presenta non meno lunga e faticosa delle altre. La giornata è bellissima e dopo la colazione abbiamo il tempo sufficiente per scattare numerose fotografie della Valgrisenche ed in particolare della zona di Planaval. Il tratto di alcuni chilometri fino al paese di Valgrisenche lo effettuiamo con un piccolo autobus di linea come . suggerito dai gestori dell’albergo. Valgrisenche è il borgo principale dell’omonima valle, molto piccolo e caratteristico come, del resto, lo sono tutti i borghi della vallata. Dopo aver superato il centro abitato, prima di una galleria svoltiamo a sinistra sulla strada che porta alla frazione di Mondanges da dove, attraversato un ponte, proseguiamo a destra costeggiando un campo sportivo fino ad incontrare il sentiero che si addentra in un fitto bosco di conifere sopra il bacino artificiale del lago di Beauregard. Di fronte, già in territorio francese, illuminati dal sole, ammiriamo numerosi gruppi montuosi ed i loro grandi ghiacciai. Il sentiero giunge all’alpeggio Benevy dal quale proseguiamo attraverso i pascoli fino all’alpeggio di Bois, a quello di Praz-Londzet, e imboccato il sentiero sulla destra saliamo al Rifugio Chalet de l’Epée dove godiamo di una magnifica vista sulla vetta del Ruitor. Sotto una grande croce un gruppo di ragazze e ragazzi cantano canzoni religiose e valdostane in modo veramente mirabile tanto da attirare l’attenzione dei presenti che, increduli, assistono ad un mini concerto. Purtroppo la sosta non può prolungarsi ulteriormente poiché dallo stesso Rifugio inizia la faticosa salita al Col Fenètre de Torrent sullo spartiacque tra la Valgrisenche e la val di Rhèmes. Risaliamo un breve pendio erboso e arriviamo in un vasto pianoro dove il sentiero costeggia il torrente. Una florida e variegata flora attira la nostra attenzione; dobbiamo però continuare affrontando l’ultima salita prima su manto erboso, poi su pietraia. Siamo finalmente al Col Fènetre a 2840 mt ultimo colle del nostro tour. In lontananza possiamo osservare proprio di fronte il gruppo del Gran Paradiso la cui parte più alta è coperta da grossi nuvoloni. Non meno imponente la Grande-Rousse Nord di 3607 mt con a lato il Glacier del Mont Fortchat e il Glacier de Torrent. Dal valico il sentiero scende tortuosamente per un ripidissimo pendio di sfasciumi e pascoli dove numerosi giovani stambecchi saltano tra alte pareti rocciose creando ammirevoli giochi che non possono che affascinare. Attraversiamo sulla destra un grande canalone alluvionale al termine del quale incontriamo l’Alpeggio Torrent. Appena prima consumiamo un velocissimo pasto per poi proseguire su uno spallone erboso, disegnando una lunga diagonale in leggera discesa, fino ad inoltrarci in un bosco di conifere e successivamente ridiscendere un costone erboso dominato da un’alta parete rocciosa. Oltrepassato il ponte sul torrente il sentiero attraversa per un breve tratto i prati e termina sulla strada asfaltata in prossimità di un parcheggio sito in località Veforche. Seguendo la strada asfaltata a destra, in breve, raggiungiamo il centro di Rhèmes Notre Dame. Dobbiamo aspettare per circa 1 ora e mezza l’autobus che ci deve portare giù a Villeneuve per cui abbiamo tutto il tempo per visitare il piccolo borgo compresa la vecchia chiesa parrocchiale.
web_img5 Scesi poi a Villeneuve sistemiamo tutto nell’automobile lasciata in precedenza e proseguiamo per Courmayeur-Dolonne per prendere l’altra auto ed infine verso le 21.00 raggiungiamo il Rifugio Reviglio dove veniamo accolti con il consueto calore. Siamo in forte ritardo sull’ora di cena che comunque, grazie alla generosità degli addetti alla cucina, ci viene regolarmente servita.
Prima di coricarci nella sala –pranzo illustriamo agli amici della Giovane Montagna il nostro Tour con commenti entusiastici.

La mattina del 29 luglio ci svegliamo senza premura, salvo Francesco e Monica che si alzano alle 6.00 con meta il Rifugio Bonatti ed essere di ritorno già alle 8,30. I buoni runners non si smentiscono! Fatta la colazione tutti assieme salutiamo i responsabili e gli amici ospiti del Rifugio Reviglio con un augurante arrivederci e ci avviamo verso Courmayeur centro per il consueto e tradizionale “ giretto “. Per non sbagliare abbiamo prenotato il nostro preferito Agriturismo a Nus dove arriviamo verso le 13.00. Come sempre il pranzo è stato di nostro completo gradimento e quindi, ci affidiamo ai nostri autisti per un tranquillo rientro a Mestre dove giungiamo, senza alcun contrattempo. verso le 20.00.
Il trekking di quest’anno a questo punto può ritenersi finito e le nostre valutazioni sono ancora una volta positive. La nostra buona sorte tiene ancora! Questa parte dell’Alta Via n. 2 non ha smentito le nostre previsioni e aspettative: panorami straordinari, flora e fauna incredibili, tappe molto lunghe e faticose ma alla nostra portata; il tutto accompagnato da condizioni climatiche positive eccetto la giornata di mercoledì 27. I Rifugi, salvo l’Elisabetta Soldini in Val Veny, non eccessivamente affollati e quindi con accoglieza senz’altro positiva.Il dislivello complessivo è stato di 5650 mt in positivo e di 5150 mt in negativo.
Cosa dire per il futuro? Certamente la passione per la montagna in genere e per la Valle d’Aosta in particolare rimane sempre forte.Chissà……..

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