Monte Specie in MTB

giugno 9, 2010 by  
Nella categoria appuntamenti, mtb, notizie

Le adesioni si raccolgono in sede sociale a Zelarino ENTRO E NON OLTRE LA DATA DEL 16/6/2010 (casa delle associazioni, fronte centro Polo) e che per i NON SOCI è indispesabile versare la quota assicurativa giornaliera di 2,5 euro.
Per i non soci che intendono partecipare è indispensabile, rispondendo a questa mail, indicare i propri dati anagrafici:

NOME
COGNOME
LUOGO DI NASCITA
DATA DI NASCITA.

Vi aspetto numerosi!!!

Ivan Bordignon

Scarica il programma

GM Introduzione alla montagna – Santa Felicita

22-05-2010

Uscita a Santa Felicita per far assaggiare agli allievi l’istruttiva ferratina. Inoltre ripasso dei nodi, movimento su roccia, progressione in cordata, qualche discesa in doppia.

Tutto bene, tanto sole e soddisfazione. Qualche piccolo intoppo al ritorno per il passaggio del Giro d’Italia che transitava lì vicino.

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GM Introduzione alla Montagna – Pale di San Martino – Biv. Minazio

09/05/201

1a uscita del 7° percorso formativo di “Introduzione alla Montagna“.

“Bella gita, con 15 partecipanti, di cui sei allievi (su 8 iscritti). Dal parcheggio della Malga Canali abbiamo risalito il Vallon delle Lede, per sentiero piuttosto ripido nel bosco. Oltre i 1880 m abbiamo trovato innevamento, via via più abbondante. Qualche passaggio su roccette ha dato un po’ di peperoncino al cammino. Poi un canalino di rocce rotte è risultato più impegnativo (I grado sup.), anche per la presenza della neve. Sui pendii superiori l’innevamento è diventato davvero abbondante (40-50 cm) e si è dovuto cercare il percorso giusto in assenza di segni visibili. Francesca Carobba, in testa al gruppo, ha ottimamente battuto la traccia. A poco meno di 90 m di dislivello dal bivacco Minazio, però è venuta su nebbia, che ci ha consigliato di rinunciare a proseguire. Durante la discesa, abbiamo posto una corda fissa sul canalino. Al termine della gita, birra e merenda al Cant del Gal.

Giuseppe Borziello”

GM Grotta Nuova di Villanova (Tarcento)

maggio 1, 2010 by  
Nella categoria calendario ufficiale, speleo

Dal nostro Giuseppe Borziello:

“Alla gita abbiamo partecipato in 10, di cui 5 soci GM e altri del Canoa Club di Mestre.

Capogita Clelia, inoltre  il sottoscritto, mia moglie Francesca, Alberto e Mario.

La grotta è molto bella, lunga ben 8 km e profonda circa 300 metri. Siamo rimasti in grotta per circa 4 ore; guidati da due guide speleo, Alberto e Andrea, abbiamo percorso i rami principali. In qualche punto si è dovuto strisciare per strettoie e buchi molto stretti. Belle concrezioni calcitiche e qualche minuscolo invertebrato cavernicolo.”

Anello delle Tre Cime di Lavaredo

marzo 29, 2010 by  
Nella categoria calendario ufficiale, sci alpinismo

Anello delle Tre Cime di Lavaredo: sabato 20/03/2010

Abbiamo effettuato la traversata dal Lago d’Antorno a  Moso sabato 20 marzo anziché domenica 14 perché il bollettino nivometeo per il 14 non sembrava per niente propizio (alto pericolo di valanghe per le nevicate del 12/03).

L’inizio non è dei migliori: gli addetti alle motoslitte ci mettono in guardia raccontandoci che nei giorni precedenti sono cadute molte valanghe e ci salutano con un: “Mi raccomando…. All’occhio!”. Benissimo, penso tra me e me.

Giornata nel complesso soleggiata anche se le foschie che salivano dalle valli hanno fatto in alcuni momenti assomigliare i Cadini ad antri stregheschi.

Arrivati al rifugio Auronzo dopo aver percorso la rotabile che sale dal Lago Antorno (valanga di fondo di neve umida poco sotto il Rifugio) abbiamo affrontato il lungo traverso sotto le pareti meridionali delle Drei Zinnen in un’ora già un po’ troppo calda; per fortuna i pendii soprastanti avevano già ampiamente scaricato!

Dalla Forcella Lavaredo breve discesa fino al fondo della valle sottostante e poi risalita al Locatelli ed alla Forcella di Toblin (ai miei compagni di gita dico nuovamente: ma chi ve l’ha fatto fare di togliere le pelli???)

Al rifugio all’improvviso appare una bottiglia di Veuve Cliquot (giusto per non sentire la mancanza del moscato di Rematelli!) e poi via in discesa attraverso la Val Sassovecchio fino alle agognate birre del Rifugio Ai Bagni.

Grazie a tutti i miei compagni di gita: Ivan, Roberta, Raffaele, Caster, Vale e a Gianni, Mimmo, Vittorio, Renato e Fabio (non soci). Grazie anche agli amici del gruppo Cocai di Venezia che abbiamo incontrato in loco alcuni dei quali vedete nelle foto di Caster.

Una menzione particolare a Roberta e Raffaele, senza il cui aiuto non sarei riuscita ad organizzare logisticamente la traversata.

PS per Gianni Gobbo: la avanzi!

Carla

(GM) Val Saisera (Foresta di Tarviso) – Sci di fondo

marzo 2, 2010 by  
Nella categoria sci di fondo

“Tempo ottimo e buon innevamento, con piste abbastanza ben battute.

Si sono percorsi complessivamente circa 17 km, sempre su pista battuta: dalla locanda “Jôf di Montasio” (960 m) a Valbruna (800 m) e quindi di nuovo su fino alla piana di Malga Saisera (1000 m circa), ai piedi dello Jôf di Montasio e del monte Nabois.

Si è pranzato, bene e a poco prezzo, alla locanda “Jôf di Montasio”.”

Giuseppe Borziello

Scialpinismo di confine – Col Quaternà m 2505

febbraio 8, 2010 by  
Nella categoria escursioni, sci alpinismo

Il mio zaino non è solo carico di materiali e di viveri: dentro vi sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi, il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso: porto tutto me stesso, nel bene e nel male
“.
Renato Casarotto

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Sulla sommità di un antichissimo vulcano, cima raggiunta anche da Papa Wojtyla qualche decina d’anni addietro, ci siamo dati la mano e complimentati a vicenda!

Domenica scorsa infatti un gruppetto di 11 persone (9 soci e 2 amici aggregati per l’occasione) ha raggiunto la cima del Col Quaternà (2503 m) con gli sci e le pelli di foca, partendo dalla località di Bagni di Valgrande, nel Comelico Superiore.
La gita è cominciata con qualche problema all’auto degli amici Roberta e Raffaele (a Sesto Pusteria in vacanza) che però, senza perdersi d’animo e con un passo da skyrunner, ci hanno raggiunto in prossimità della cima nonostante la partenza ritardata di almeno un paio d’ore, passate a “riscaldare” il gasolio congelato!

L’itinerario si snoda nel magnifico bosco che sta alle pendici della Costa della Spina e, passando per le casere Coltrondo e Rinfreddo, conduce agli ampi prati sotto la cima, alla Sella del Quaternà e successivamente alla cima omonima.
Neve varia, a volte polverosa e pericolosamente accumulata dal vento, al volte crostosa e infida per lo sciatore alpinista, ma quantomeno maggiormente sicura.
Sole magnifico, temperatura ottimale, solo un tantino di vento, neanche tanto fastidioso viste la fatiche fatte prima nel ripido bosco e poi nello strappetto finale alla cima.
La compagnia allegra di Valentina, Roberta, Paolo, Gianni, Raffaele, Ugo, Antonello, Pier e Jean ha poi fatto il resto.
Tutti in cima, una stretta di mano e i complimenti a chi ha fatto traccia, sorrisi, salame e formaggio hanno dominato la scena, per non parlare poi dei capitomboli in discesa, della birra alla casera Coltrodo e della cigliegina finale; la magnifica discesa sulla stradina forestale, innevata alla perfezione, fino alle auto.
Un’ ombra di rosso e tutti in colonna con le auto calde come stufe, e il cuore ancor di più.
Grazie a tutti gli amici per la bellissima giornata passata assieme.
ivan

(GM) Scialpinismo in Civetta – Spiz Zuel – Zoldo Alto 2036m

febbraio 5, 2010 by  
Nella categoria escursioni, racchette neve, sci alpinismo

All’appuntamento sono presenti tutti i partecipanti  (14 persone 4 con ciaspe 10 scialpinisti).

Dopo l’abbinamento persone-auto, l’auto di Giuseppe non vuole partire (batteria  ko) quindi nuovo abbinamento e partenza.

Il viaggio è tranquillo fino alla uscita della galleria dopo Longarone, dove la strada non è stata pulita, quindi si prosegue a bassa velocità e in colonna fino a Zoldo.

A Zoldo c’è un controllo stradale della guardia forestale che fa proseguire solo le auto fornite di gomme da neve o di catene. Caster non ha le catene. Quindi nuovo abbinamento persone-auto.

Dopo vari intoppi alle ore 11 siamo a destinazione pronti all’escursione.

Tutti hanno raggiunto la cima del Spiz Zuel, nonostante il tardo orario e il freddo pungente.

Il ritorno è stato normalissimo, con il solo recupero della macchina di Caster, arrivando alle proprie residenze in un buon orario: come se non ci fosse stato alcun intoppo!

Le foto sono di Giuseppe Borziello.

Gita in bici con morale (ovvero: “Una bella storia”)

febbraio 3, 2010 by  
Nella categoria escursioni, racconti

Era una meravigliosa domenica di fine settembre; il clima mite ci permetteva ancora di progettare gite in mountain bike. Assieme a Gianni e Oddo (e grazie all’ospitalità di quest’ultimo), progettammo di partire da Caoria raggiungere il Rifugio Refavaie percorrere una parte della Val Fossernica e, attraverso Malga Fossernica Di Dentro e malga Fossernica di Fuori raggiungere nuovamente Caoria ).

Era una salita che avevo già percorso e sapevo che non presentava tratti particolarmente impegnativi. Perciò partii serenamente, intenzionata a godermi appieno la giornata e la gioia che anche la fatica sa dare quando ci si trova a così stretto contatto con la Natura.

Dopo una lunga salita avevamo progettato di fermarci per uno spuntino in una delle due malghe che avremmo incontrato.

La stagione era avanzata, ma noi speravamo comunque di essere fortunati.

La prima malga era chiusissima, quindi decidemmo di proseguire fino alla seconda, poco distante, che io ricordavo dalla volta precedente perché ubicata in un posto incantevole già sulla via di discesa.

Malga Fossernica Di Fuori

Vedemmo un piccolo fuoristrada parcheggiato accanto all’abitazione e un cane che ci venne incontro abbaiando con aria ostile.

Dopo poco comparve dall’uscio un uomo molto alto a cui facemmo un cenno al di qua dello steccato che delimitava la malga. Gli chiedemmo cortesemente se facessero qualcosa da mangiare; altrettanto cortesemente ci rispose che non cucinavano che lui era lì solo con la sua famiglia e le sue mucche ma, visto che stavano mettendo in tavola per loro, ci avrebbero volentieri offerto quello che stavano cucinando. Ci colpì subito la gentilezza di quell’uomo che, dall’italiano incerto con cui ci aveva risposto, intuimmo essere straniero. Ci fece entrare nella sua casa dove, accanto ad un camino acceso sul quale stava cucinando la polenta, erano sedute altre 5 persone che ci presentò come sua moglie, suo figlio e una coppia di amici con relativo figlio.

Poiché l’aria era piuttosto freschetta, l’uomo (di cui non ricordo il nome che pur ci disse quando si presentò) ci invitò a rimanere a mangiare nella sala del camino. Noi declinammo l’invito perché ci sembrava di interrompere un tranquillo pranzo domenicale (che ne direste voi se, mentre state scolando la pasta si presentassero a casa vostra degli emeriti sconosciuti che chiedono un boccone?) e ci accomodammo fuori su un ampio tavolo di legno dove, poco dopo, comparve un tagliere con svariati pezzi di formaggio di malga, un salame, una pagnotta e un fiasco di vino.

Si pranza

Ci coprimmo per bene e cominciammo a mangiare, grati per quello di cui potevamo godere: le montagne meravigliose davanti a noi, il cielo sereno, il sole che ancora ci donava del tepore, e il cibo, offertoci da un’anima gentile.

In fin dei conti quell’uomo, alla nostra domanda, avrebbe potuto rispondere semplicemente “No, non facciamo da mangiare ed inoltre mi sto mettendo a tavola con i miei amici”. Non ci saremmo stupiti di questa risposta, l’avremmo considerata normale; ma, invece di liquidarci, ci aveva offerto quello che aveva.

Finito il pranzo rientrammo nella malga, ci scaldammo un po’ al fuoco del camino e scambiammo due parole con i nostri ospiti. La coppia in visita era di Caoria; quando chiedemmo al malgaro da dove venisse lui ci rispose tentennando e con una malcelata ritrosia: “Io vengo da Romania”. La sua vergogna mi colpì: era evidente che avrebbe preferito non rispondere ad una simile domanda.

Mi aveva ferito il suo sguardo da cane bastonato mentre rispondeva; forse pensava che anche noi, come molti, avremmo a quel punto giudicato non la persona per come si era a noi presentata, ma in base alla nazionalità a cui apparteneva.

Quando chiedemmo quanto gli dovessimo, il nostro amico rispose: “Niente”. Ovviamente insistemmo, ma lui si rifiutò decisamente di accettare del denaro dicendo, nel suo italiano un po’ incerto “Io vi avevo detto che vi potevo offrire del formaggio e della salsiccia, se volevo essere pagato ve l’avrei detto prima. Quelli che vi ho dato sono prodotti della malga, io non voglio essere pagato per questi”.

Lasciammo 30 euro sul tavolo, cercando di fargli capire che quei soldi avrebbero voluto essere un misero riconoscimento alla sua gentilezza (comunque impagabile), più che un pagamento dei prodotti che ci aveva offerto.

Salutammo calorosamente i nostri amici ed inforcammo nuovamente le nostre bici per goderci, ancora più felici di quando eravamo arrivati, i 14 KM (e 1.000 metri di dislivello!) di discesa verso Caoria.

Come si capisce da questa storia (vera in ogni sua parola, anche se potrebbe sembrare una favola), esistono solo uomini buoni e uomini malvagi e nessun’altra razza oltre a quella umana.

(GM) Giro dei Passi – Sci in pista

“Cari amici, vi giro queste due foto della nostra bella gita! A presto ciao

Leonardo”

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“Bellissima gita ottimamente condotta da Danilo Nicolai. Partiti da Arabba, abbiamo completato il giro dei passi intorno al Sella, con tempo abbastanza buono (soprattutto al pomeriggio) e neve ottima. Abbiamo anche provato una nuova variante alta della “Sasslonch”, con muro iniziale impegnativo per la pendenza e la neve ghiacciata. Partecipanti 7 (Danilo, Francesca P., Gianni G., Enzo C., Ivan B., Leonardo S., Giuseppe B.), cui si sono aggiunti da Canazei altri due soci (Raffaele e Roberta).

Ciao
Giuseppe”

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